LAVORO E DISOCCUPAZIONE

La situazione lavorativa in Ticino, è disastrosa anche e soprattutto per colpa della libera circolazione delle persone, che ha dato libero accesso al mercato del lavoro anche a cittadini stranieri (italiani soprattutto, ma non solo), i quali sono ad oggi circa 68'000.
La disoccupazione è in continuo aumento, e anche il numero delle persone in assistenza continua a crescere.
Gli uffici URC, i quali servono quasi solo ad aumentare i costi pubblici, non aiutano in maniera sensata le persone che sono alla ricerca di un impiego, ma servono solo a imporre sporadici e inutili corsi occupazionali, i quali però non mirano assolutamente a migliorare la posizione nella quale si trova il disoccupato, o la sua formazione professionale. 
Gli uffici URC non sembra che abbiano una ragionata utilità e credo che anche gli scopi stessi, ai quali questi uffici mirano, dovrebbero essere rivisti, ridimensionati, in maniera tale che essi risultino davvero proficui nella ricerca di un impiego da parte di un disoccupato, affinché esso possa ricevere un aiuto concreto. 
L'aspetto burocratico potrebbe assolutamente essere svolto in modo automatico online (cfr.  Approfondimenti  Formazione  - Occupazione ).

Dal 2002, data degli accordi bilaterali, il Ticino ha assistito a un raddoppio del numero di frontalieri presenti sul territorio, il quale è passato da 32'000 a circa 65'000.
Per poter far fronte a questa problematica la politica ha messo in atto degli strumenti, ma nessuna legge in difesa dei residenti. L’iniziativa "Prima i nostri", che è stata bocciata a causa della libera circolazione che ne ha bloccata l’attuazione a causa del contrasto con gli accordi bilaterali, era una proposta di legge che avrebbe imposto l’assunzione della persona residente. 
Bisogna dare atto che la stessa iniziativa ha trovato attuazione nel settore statale e parastatale, ma il settore dove si hanno maggiori problemi occupazionali rimane il settore privato, all'interno del quale la libertà di assunzione causa una incontrollata preferenza in favore del frontaliere. Manovra che causa poi un abbassamento degli stipendi.
Dobbiamo ammettere che il frontaliere cerca lavoro, e dunque non ha nessuna colpa se viene assunto dai nostri imprenditori.
Vedo una mancanza di responsabilità sociale proprio dai nostri imprenditori, ma soprattutto da una politica assente nel difendere il residente.

Sono convinto che una possibile soluzione possa essere la formazione e la riqualifica professionale (cfr.  Approfondimenti  Formazione  - Occupazione ).

Da questi grafici si percepisce come la libera circolazione delle persone abbia causato un danno ai ticinesi.
Credo fondamentalmente anche alla responsabilità degli imprenditori ticinesi, che dovrebbero pensare meno agli utili e valutare più spesso l'opzione di preferire un lavoratore residente.
Non ci sono leggi che obblighino il datore ad assumere un residente, ma gli imprenditori potrebbero e dovrebbero fare di più per migliorare la situazione occupazionale ticinese.
Il Cantone potrebbe ad esempio sgravare chi ha una certa % di residenti in azienda.
Il Cantone dovrebbe, a parer mio, anche sostenere maggiormente la formazione e la riqualifica professionale, al fine di avere più polivalenza professionale. Verrebbero così anche a mancare i finti appigli a cui si aggrappano gli imprenditori che si giustificano affermando di non trovare profili a loro più congeniali.

Le statistiche sui salari sono sempre basati sulla media, che quasi sempre non corrisponde mai alla vera realtà ticinese. Lo stipendio della maggior parte dei ticinesi probabilmente si situa attorno ai 3'500-4'500 CHF e questo comporta una richiesta sempre maggiore di assegni integrativi e di aiuti sociali. Risulta chiaro, che con uno stipendio così un cittadino senza aiuti sociali, riduzioni dei premi cassa malati e assegni integrativi non vivrebbe.
Ecco che diventa fondamentale sottolineare come molte volte, invece, il sistema sociale svizzero e ticinese venga lodato. Ma è corretto attingere dai sussidi? Dobbiamo vivere con i sussidi perché il cane si morde la coda?
In previsione futura siamo sicuri che si potranno sempre elargire così tanti aiuti sociali? 
Se veramente diminuiranno gli aiuti, ma non aumenteranno gli stipendi ed il potere d’acquisto, come vivranno i cittadini che hanno bisogno? 
Bisogna assolutamente abbattere i costi principali delle famiglie, perché solo così si potrà in un futuro non tanto prossimo continuare a vivere, e non soltanto a sopravvivere.